Storia del Lago Bullicante ex SNIA: da fabbrica abbandonata a monumento naturale
Qualche giorno fa, come talvolta mi capita, mi sono immerso nell'esplorazione delle mappe di Google, alla ricerca di luoghi potenzialmente interessanti per la fotografia (un giorno dovrò parlare della mia insana passione per le mappe di ogni tipo).
Cercavo, in realtà, tracce di un impianto industriale abbandonato che avevo notato dal pullman tornando da una gita scolastica sull'Aniene, poco fuori il GRA. Lungi dal ritrovare l'impianto intravisto dall'autostrada, la mia attenzione si è soffermata su un'evidente struttura di edilizia industriale. Poco sopra, un piccolo lago con il nome "Lago Bullicante ex SNIA". Un rapido zoom ed è apparsa la struttura di una vecchia fabbrica abbandonata.

Avendo un paio d'ore a disposizione, decisi di fare un sopralluogo, senza troppe speranze di poter entrare in quell'area. In sella allo scooter, in meno di mezz'ora ero lì, nei pressi di Largo Preneste, davanti alle rovine di una fabbrica, di cui riuscivo a scorgere solo i tetti, in parte crollati. I cancelli su via Prenestina erano chiusi, la strada che costeggia l'area sul lato ovest non presentava alcuna possibilità di accesso, essendo sede di locali privati.
Un po' sconsolato, ho imboccato via di Portonaccio cercando di capire se, almeno con un drone, fosse possibile sorvolare la fabbrica. Durante questa perlustrazione è apparso un varco aperto, con le indicazioni di accesso al lago. Non mi è parso vero, sono entrato e davanti a me si è aperto un luogo magico.
Una piccola area verde, delimitata da recinzioni che permettono di vedere alcune rovine di ciò che resta della vecchia fabbrica. Intorno, studenti che leggono all'ombra degli alberi, famiglie con i bambini. Oltre una staccionata, parzialmente oscurato da una folta vegetazione, il lago e una tabella informativa con la storia di quel luogo.
E che storia! Voglio raccontarla perché ha dell'incredibile.
La fabbrica
Negli anni 20 del secolo scorso nacque una delle più grandi fabbriche a Roma, sulla via Prenestina. Produceva seta artificiale e la scelta del luogo era dovuta, oltre che alla vicina ferrovia, anche alla presenza dell'acqua, necessaria alla produzione del tessuto. La fabbrica, di proprietà statunitense, occupava più di 2000 persone, in gran parte donne. Con la crisi finanziaria del '29 iniziarono anche i problemi, vi furono i primi licenziamenti e la fabbrica potè continuare la produzione solo grazie agli interventi statali e legando la sopravvivenza dello stabilimento alla politica economica del regime fascista e alla guerra (produceva i tessuti per le divise dei soldati italiani). La storia della fabbrica, le condizioni di lavoro delle donne e le lotte operaie sono ben descritte nel sito dell'archivio storico Viscosa.

Finita la guerra iniziò il declino, nel 1953 gli occupati nello stabilimento si erano ridotti a 120, prima della definitiva chiusura nel 1954, lasciando le strutture in completo abbandono. Dopo diverse vicissitudini, nel 1990 la proprietà venne trasferita alla società immobiliare Pinciana, poi rilevata da uno dei "palazzinari" romani.
Arrivano le ruspe e...
Era il 1992 quando nell'area, che era già sottoposta a vincolo, entrarono le ruspe per la costruzione di un centro commerciale, nella zona libera dai capannoni. Si iniziò la costruzione di un edificio e, durante gli scavi per la costruzione di un parcheggio interrato, avvenne l'allagamento del cantiere, perché si era intercettata la falda acquifera dell'Acqua Vergine. Il costruttore decise di deviare le acque nelle fognature, che non ressero il volume d'acqua immesso e provocarono l'allagamento di Largo Preneste.
Il cantiere si allagò definitivamente e nacque il lago Ex SNIA, ora Lago Bullicante.
Qui inizia una lunga lotta tra comitati di cittadini, che rivendicavano l'esproprio dei terreni per farvi sorgere un parco, con al centro il lago, e il costruttore. La magistratura, a seguito di un esposto delle associazioni, avviò un'indagine che certificò l'abuso commesso, le lotte del comitato di quartiere portarono all'esproprio, nel 2004, di una parte dei terreni della ex fabbrica, che dovevano essere destinati a parco pubblico. Ma il comune di Roma non portò mai a compimento quel progetto e, a pochi giorni dalla scadenza (nel 2014) del provvedimento, i cittadini aprirono un varco su via di Portonaccio, quello di cui vi ho parlato, prendendo possesso dell'area, oggi diventata "Parco delle Energie".
Monumento naturale
Il 30 giugno 2020 la Regione Lazio ha istituito il "Monumento naturale Lago ex Snia". L'area ospita 350 specie botaniche spontanee, 89 specie di uccelli e 29 di libellule, un terzo di quelle note in tutta Italia, e un apiario didattico. Insomma, questo è un polmone verde in uno dei più popolati, e inquinati, quartieri di Roma. Il lago è addirittura il più grande della città ed è incredibile come tutto questo nasca come involontaria conseguenza di un abuso edilizio.




I terreni su cui sorgono l vecchi stabilimenti e parte del lago su cui si specchia lo scheletro dell'edificio in via di costruzione, sono ancora di proprietà del costruttore, che è riuscito ad evitare l'abbattimento della struttura. Dopo tanti anni, l'istituzione del parco, il monumento naturale, gli espropri, questo luogo è ancora oggetto di mire speculative da parte della proprietà che ne minano l'esistenza.
A novembre del 2022 il comune di Roma ha autorizzato la costruzione di un polo logistico al posto dei ruderi della vecchia fabbrica, 280mila metri cubi di cemento a ridosso del lago, con conseguenze prevedibili sui delicati equilibri dell'ecosistema.
