Le mappe che non possediamo più.
Qualche giorno fa mi sono imbattuto in questo post, citato su BlueSky
Con l'introduzione del digitale in ogni ambito della vita, abbiamo iniziato a perdere la certezza di possedere davvero quello che acquistiamo. Non sappiamo più se ciò che abbiamo pagato resterà disponibile, se potrà essere utilizzato domani come oggi, se sopravviverà al prossimo aggiornamento software.
Il possesso diventa illusione
Questa involuzione (non saprei in quale altro modo chiamarla) è iniziata silenziosamente e ammetto di essere stato un entusiasta precursore, perché l'abbonamento in qualche caso mi ha consentito di avere software che non mi sarei potuto permettere acquistando una licenza perpetua. Ma è uno schema che si è replicato ovunque e non sempre in modo trasparente: software, contenuti digitali, servizi che un tempo si compravano una volta e restavano tuoi e ora addirittura gli optional presenti su un'automobile; ho visto qualche giorno fa un'auto che non aveva specchietti, ma solo telecamere. All'interno due visori simulavano l'effetto degli specchietti. Lasciando perdere l'idiozia di una cosa del genere, perché l'immagine non era certo definita come quella di uno specchio, non faccio fatica a immaginare che un giorno quegli "specchietti" si spegneranno e un avviso sul display dell'auto segnalerà la possibilità di riattivarli a 2.99€ al mese.
Come dicevo una cosa del genere è accaduta anche nel settore della cartografia escursionistica e il fenomeno è particolarmente frustrante, perché le mappe non sono un lusso ma uno strumento essenziale, e la montagna non aspetta gli aggiornamenti del modello di business di una casa editrice.
Il caso di Tabacco
Da decenni utilizzo le carte Tabacco, una casa editrice specializzata nella cartografia del nordest italiano. Sono cresciuto con le loro mappe in zaino durante le escursioni in Dolomiti, e quando gli smartphone hanno reso possibile portare la cartografia digitale, il passaggio è stato naturale. Ho acquistato le versioni digitali delle mappe — non un abbonamento, ma veri e propri acquisti — e potevo scaricarle su tutti i miei dispositivi. La praticità era innegabile: per avere la posizione non devo più fare calcoli, usare un altimetro o una bussola: il pallino azzurro mi dice esattamente dove mi trovo sulla mappa.


Lo scorso anno è arrivata la sorpresa. Un'email, un avviso sull'app: le mappe che avevo acquistato non sarebbero state più state compatibili con la nuova versione. Per continuare a usarle, avrei dovuto sottoscrivere un abbonamento ricorrente e scaricare la nuova versione dell'app. Tutto questo è stato ovviamente giustificato con la presenza di alcuni vantaggi (ad esempio, la possibilità di passare dai sistemi Apple a Android e viceversa, e altre migliorie tecniche). Ho anche provato, ma quella prima versione sembrava davvero acerba e non ho indagato ulteriormente.
Ma la domanda è semplice e legittima: di chi erano davvero le mappe che avevo acquistato? Io credevo che fossero mie, perché devo riacquistarle tramite abbonamento?
Ho trovato la cosa particolarmente fastidiosa e per ora non ho sottoscritto nulla, mantenendo le vecchie versioni sulla vecchia app, sapendo che quando cambierò telefono, quelle mappe spariranno.
Il modello Kompass
In questo inizio di dicembre avevo bisogno di una mappa per un'escursione nella zona di Chiusa; la mappa attiva (con abbonamento...) sull'app che sto usando per le escursioni era largamente insufficiente e quindi avevo deciso di acquistare una copia cartacea. Durante una ricerca in libreria nella Val d'Isarco, oltre alle classiche carte Tabacco, ho notato una carta Kompass con una promessa attraente sulla copertina: con la mappa cartacea avrei potuto scaricare anche la versione digitale. Vista la doppia possibilità ho deciso di acquistarla. Quel tipo di carte non mi convince del tutto, anche per questioni estetiche, ma volevo avere il vantaggio della carta fisica affiancata a quella digitale. L'app Kompass funziona bene quando il telefono è connesso (e ammetto di aver apprezzato anche le caratteristiche della mappa) — tutto giusto fino a lì. Ma per scaricare la mappa offline, cosa indispensabile quando sei in montagna e la rete scompare, serve anche qui un abbonamento. E quindi possiamo dire che il lancio in copertina sulla doppia possibilità non è del tutto veritiero.
Offline non è una feature. È la ragione per cui porti una mappa in montagna (e da oggi, è ancor più indispensabile averne una cartacea). Quindi, sì, bella la versione digitale, ma non è possibile fare affidamento su una carta che non si legge più una volta scavalcata la forcella...
Una questione più grande
Quello che sta accadendo nel settore delle mappe è uno specchio di un problema più ampio. Non stiamo semplicemente pagando di più: in questo passaggio al digitale, ormai compiuto, abbiamo perso la possibilità di possedere realmente qualcosa. Non è una perdita di poco conto.
Un tempo, quando acquistavi un libro, era tuo. Potevi prestarlo, rivenderlo, conservarlo per vent'anni senza preoccuparti. Un software lo installavi e restava sulla tua macchina. Una mappa la piegavi e la portavi dove volevi.
Oggi niente di questo è garantito. Quello che paghi è una licenza temporanea, revocabile, soggetta a cambiamenti unilaterali, legata a servizi che potrebbero scomparire domani. Le aziende hanno scoperto che il modello dell'abbonamento è infinitamente più redditizio della vendita una tantum, e lo stanno applicando con entusiasmo crescente, spesso retroattivamente, su cose che avevamo già acquistato.
Per ora continuerò a usare le versioni digitali delle mappe che ho già acquistato, consapevole che sono un prodotto con data di scadenza. Mi affiderò sempre più a soluzioni open source, mappe costruite dalla comunità, gratuite, offline by default, senza abbonamenti nascosti. Non sono perfette, ma almeno non avrò sorprese.
Per chi ama la montagna e le carte topografiche di qualità, però, non è una scelta facile. Perché le mappe professionali costano quello che costano per una ragione: sono accurate, aggiornate, pensate nel dettaglio. Certo, si continuano ad usare quelle cartacee, e anzi forse si tornerà solo a quelle.
La montagna richiede fiducia. Richiede certezze. Non abbonamenti revocabili.
Informazioni
I costi per gli abbonamenti per le carte Tabacco e Kompass sono simili: non so dare un giudizio sui servizi di Tabacco perché, per ora, non ho attivato un abbonamento. Ho provato quello Kompass: c'è la possibilità di scaricare le mappe per un utilizzo offline, di pianificare un percorso o trovare percorsi pubblicati dalla comunità e il tutto funziona abbastanza bene. Anche la qualità della mappa è migliorata rispetto alle vecchie versioni.
- Tabacco
- Mensile (un dispositivo) 9.90€
- Semestrale: un dispositivo 19.90€, due dispositivi 29.90€
- Annuale: un dispositivo 29.90€, due dispositivi 39.90€
- Kompass
- Mensile 7.99€
- 3 Mesi: 14.99€
- Annuale: 24,99€

