Esame di Stato?

Leggo su un gruppo di discussione la lettera di una docente di una scuola di Salerno, soddisfatta per l'andamento degli studenti della sua classe.

Nella lettera la docente si congratula con i propri studenti per il bellissimo colloquio che hanno svolto, sottolineando che non si è trattato della solita interrogazione (banale? Nozionistica? Antiquata?), ma che sono riusciti, a partire dallo spunto proposto dalla commissione, a orientarsi tra le varie discipline con i famosi "collegamenti". In questo avrebbero dimostrato, oltre alla loro maturità, anche cosa sia la scuola reale, quella bella, non quella delle nozioni e delle domande. E quale migliore dimostrazione della loro bravura può esserci, se non il risultato finale? Ben 11 studenti su 22 sono arrivati al 100, nessun 60.

Senza voler mettere in dubbio la reale preparazione degli studenti, sicuramente bravissimi, qualche domanda però me la faccio.

Il risultato è certamente strabiliante, soprattutto a leggere gli esiti delle prove INVALSI, che raccontano un'altra realtà. Non mi interessa qui polemizzare sulla validità di questi test, però è difficile contestare la loro oggettività. Orbene, il livello dei nostri studenti in italiano e, soprattutto, in matematica, lascia un po' a desiderare. E soprattutto al sud, le cose non sembrano andare bene. Possibile che esistano realtà così strabilianti? La docente non sembra sorprendersi del risultato, e anzi la sensazione è che lo dia per scontato. Eppure la mia esperienza dice altro, direi più in linea con i deludenti risultati delle prove INVALSI.

Ma ci sono altre questioni che mi vengono in mente: la modalità di conduzione dei colloqui cambia da una stanza all'altra. Ho fatto gli esami come esterno in una classe di liceo scientifico; le indicazioni erano: lasciamoli parlare, accettiamo i loro collegamenti, le domande solo se dicono qualcosa che non va, per dargli modo di chiarire. In nessun caso, e ribadisco nessuno, i ragazzi hanno scelto di collegare anche la matematica. Solo argomenti di fisica, con collegamenti spesso improbabili, dicendo talvolta cose inesatte e, in qualche caso, completamente sbagliate e inaccettabili in un liceo scientifico.

In altre classi, per esempio la mia quinta, stesso indirizzo, il collega ha ascoltato i ragazzi e poi fatto le sue domande, anche in matematica e con richieste di dimostrazioni. Le indicazioni erano chiaramente altre.

Ma non solo: dopo la correzione della prova scritta, visti i risultati, ci siamo accordati per dare pesi diversi ai punti del problema, tutto per far risultare almeno tre o quattro compiti sufficienti. Si può fare? Sì, si può fare perché non vi è alcuna indicazione da parte del ministero su come andranno corrette le prove. Eppure un compito di matematica potrebbe prestarsi ad una valutazione più oggettiva. Ci sono poi le indicazioni date ai presidenti di commissione riguardo al colloquio, diverse da provincia a provincia, e poi le mille possibili interpretazioni di queste indicazioni.

Insomma, è chiaro che l'esame della magnifica classe di Salerno, è molto diverso da quello che hanno svolto le classi della mia commissione e chissà quante variazioni sul tema saranno state messe in atto.

Ma allora è lecito chiedersi se abbia senso definirlo "Esame di Stato".

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